Il bambino che sognava l’estate, l’insegnante che amava correre: ecco le vittime della scuola elementare texana

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Diciannove bambini e due insegnanti. È il bilancio delle vittime della strage di ieri alla scuola elementare Robb di Uvalde, in Texas, uccise dal diciottenne Salvador Ramos, che è entrato nell’istituto e ha fatto fuoco prima di essere ucciso dalle forze dell’ordine. 

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di
Marco Contini

24 Maggio 2022



Sui media americani, in attesa delle comunicazioni ufficiali delle autorità, cominciano a diffondersi i nomi e le storie delle vittime, mentre sui social i parenti chiedono notizie. Davanti alla scuola un uomo, Manny Renfro, racconta che nella strage è morto suo nipote, Uziyah Garcia, 8 anni, “il bambino più dolce che abbia mai conosciuto, e non lo dico solo perché era mio nipote”. “L’ultima volta che l’ho visto abbiamo giocato a football”, ha ricordato, “era un bambino che imparava subito”.

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Aveva invece 10 anni Xavier Javier Lopez, che aspettava l’estate per nuotare e divertirsi. Lo ha ricordato sua cugina Lisa Garza, 54 anni, di Arlington: “Era un bambino vivace, amava ballare con i fratelli e la mamma”. Garza chiede restrizioni nelle leggi sulle armi, soprattutto per le persone “che non stanno bene mentalmente e non vogliono che far male alle persone, specialmente ai bambini innocenti che vanno a scuola”.

Tre delle vittime: Uziyah Garcia, Makenna Elrod e Nevaeh Bravo 

Sono morti sotto gli spari di Ramos anche i piccoli Makenna Elrod, Nevaeh Bravo, Rogelio Torres, Annabelle Rodriquez. 

Eva Mireles 
Tra le vittime c’è anche l’insegnante Eva Mireles, 44 anni. A darne notizia allaCnn è stata la zia Lydia Martinez Delgado. Mireles insegnava da 17 anni e amava correre, andare in bicicletta, fare escursioni e passare il tempo con la famiglia. “Sono furiosa che queste stragi continuino, parliamo di bambini innocenti, i fucili non dovrebbero essere facili da ottenere – ha detto Delgado – Questa è la mia cittadina, una piccola comunità di meno di 20mila persone. Non avrei mai immaginato che potesse succedere una cosa così, specialmente a delle persone a me care. Tutto quello che possiamo fare è pregare duramente per il nostro Paese, lo Stato, le scuole e specialmente per le famiglie di tutti”.

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